Il settore del Legno ha affrontato un inizio d’anno che non ha portato la sperata inversione di tendenza per le aziende, le quali nel 2023 avevano registrato un decremento del 10,5% nel fatturato rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, il valore complessivo è stato di 21,5 miliardi di euro, segnando un incremento del 27% rispetto al periodo pre-pandemico del 2019.
Secondo i dati elaborati dal centro studi di FederLegnoArredo, il calo è stato principalmente determinato dalla forte contrazione della Domanda Interna, che incide per il 76% sul totale e ha subito un crollo dell’11,5% l’anno scorso. Diverse sono le ragioni di tale contrazione, come spiega Andrea Bazzichetto, presidente di EdiLegnoArredo, che sottolinea principalmente il ridimensionamento degli incentivi fiscali legati all’ Edilizia e il rallentamento delle compravendite immobiliari a causa degli alti tassi di interesse.
Le prospettive per i mesi a venire non sono allettanti, poiché le aziende prevedono ulteriori cali, con una possibile diminuzione del 25-30% entro fine anno. Il monitor di FederLegnoArredo su un campione di aziende rappresentative del settore Legno evidenzia una contrazione delle vendite dell’11,3% nei primi tre mesi del 2024 rispetto all’anno precedente, con un calo più marcato nel mercato interno (-11,8%) rispetto alle vendite estere (-9,9%).
Per il 2024 nel suo complesso, le imprese intervistate si aspettano una diminuzione dell’1,3%, con una contrazione più significativa in Italia (-1,9%) rispetto alla tenuta dei mercati esteri (+0,3%). Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli, sottolinea che nonostante sia in corso un aumento dei permessi di costruzione in molti Paesi europei, non si intravedono ancora segnali di una ripresa significativa della domanda, soprattutto nel Centro e Nord Europa.
Le sfide della Sostenibilità e del Benessere Abitativo potrebbero essere motori per un’eventuale ripresa, considerando che il settore del Legno si distingue per la promozione di materiali sostenibili e per gli sforzi verso obiettivi di Sostenibilità. Tuttavia, preoccupa il regolamento EUDR che, a detta delle imprese, potrebbe imporre oneri eccessivi che rischiano di penalizzare l’intero sistema produttivo. Claudio Feltrin, sottolineando l’importanza della Sostenibilità economica e del supporto alle filiere produttive, evidenzia che la Federazione è attiva nei tavoli europei per difendere gli interessi degli associati.
Il dibattito sul Benessere Abitativo e sulla Sostenibilità si rafforza come fulcro dell’industria del Legno, con un focus crescente sulla qualità dei manufatti, l’uso di materiali certificati e il modello di business circolare. La tracciabilità della materia prima e il rispetto delle normative sulla Sostenibilità sono diventati aspetti cruciali in un contesto di crescente consapevolezza verso una gestione etica delle risorse. Si prospetta la necessità di regolamentare l’utilizzo del Legno secondo principi di Economia Circolare, garantendone una valorizzazione massima.

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