Il Senato ha dato il via libera al Dl Superbonus con una votazione di 101 favorevoli e 64 contrari. Questo provvedimento, per il quale il governo ha richiesto la fiducia, ora sarà preso in considerazione dalla Camera dei Deputati.
La fiducia espressa ieri è stata il risultato di un acceso scontro politico all’interno della maggioranza che è stata salvata solo grazie a negoziati di vario tipo. La senatrice Cristina Tajani, capogruppo del Pd in commissione Finanze, ha espresso preoccupazione riguardo alle implicazioni negative di questo provvedimento per l’Italia. Originariamente concepito come intervento anticiclico che ha favorito la crescita in un momento critico, il Superbonus è stato gestito brevemente dal governo Draghi, supportato da due dei tre principali partiti della maggioranza, per poi essere gestito per quasi due anni dall’attuale governo, che sembra essere inadeguato nella gestione delle politiche economiche.
La senatrice del Pd ha sollevato domande cruciali riguardanti i crediti incagliati del Superbonus, le entrate fiscali previste per il 2023 e il 2024, nonché le previsioni economiche che indicano un rallentamento della crescita in Italia nei prossimi anni.
Anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha manifestato perplessità sul Superbonus, confermando la posizione di Forza Italia riguardo alla retroattività. Nonostante i disaccordi su alcuni emendamenti, l’unità nel governo sembra essere mantenuta.
Il dibattito sul Superbonus ha concluso senza un vincitore definito, secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. L’importanza di agire rapidamente è stata sottolineata, poiché vi è il bisogno di approvare il decreto in tempo utile alla Camera.

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