Vincere in casa di chi è considerato un campione, è di grande soddisfazione. Ed è quel che succede alla mozzarella di bufala campana Dop, oggetto della prima rilevazione dell’Osservatorio economico, istituito dal Consorzio di tutela in partnership con Nomisma e con Unicredit. Ebbene, i dati sono questi. «I formaggi stranieri consumati più spesso in Francia sono quelli Italiani – rileva l’Osservatorio – 6 francesi su 10 li indicano come i preferiti da mettere in tavola, seguiti a distanza da quelli olandesi e spagnoli. E nel gradimento Oltralpe dei formaggi a pasta filata Italiani al primo posto si piazza la mozzarella di bufala, con quasi 7 francesi su 10 che l’hanno consumata nell’ultimo anno, a seguire burrata e stracciatella con tassi di consumo di circa il 50% dei francesi». L’ Italia è il principale esportatore di formaggi e latticini in Francia, con una quota sull’import a valore del 34% (i Paesi Bassi seguono con un peso del 19%). E dal 2018 al 2023 il valore è cresciuto dell’80%, sfiorando 1 miliardo di euro. La mozzarella di bufala campana vede proprio nella Francia il principale Paese di destinazione per l’export con una quota pari al 29%. «Registriamo una crisi dei consumi delle famiglie Italiane, che hanno dovuto fare i conti con il caro-carrello – dichiara Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela – Siamo riusciti a contenere i danni, ma i campanelli di allarme devono spingerci a programmare bene il futuro, a delineare strategie efficaci per affrontare i cambiamenti in atto. Dobbiamo far leva sulla voglia di mozzarella di bufala campana Dop che continuiamo a registrare nel mondo, ovunque andiamo. E sento un particolare orgoglio per il successo che la Bufala Dop ottiene in Francia, Paese dalla grande tradizione casearia, dove svettiamo nelle preferenze». Il comparto registra però una difficile congiuntura. Nel 2023, infatti, le esportazioni hanno risentito di un leggero calo, attestandosi al 38,3% delle vendite totali (erano il 40,1% nel 2022). Per quanto riguarda la produzione, se nel 2023 è rimasta invariata rispetto al 2022 (55.588 tonnellate di mozzarella Dop, -0,4%), nel primo trimestre 2024 si assiste a una diminuzione del 3,8%, dovuto alle difficoltà dei mercati e all’inflazione, «che seppur in calo – avverte Nomisma – si riflette negli acquisti». Si registra, invece, nello stesso primo trimestre 2024, un aumento del 3,3% di latte idoneo alla Dop, con il rischio di uno squilibrio della filiera. Nomisma, inoltre, descrive l’identikit del consumatore: in Italia la mozzarella di bufala campana Dop si rivela il formaggio a pasta filata che piace di più agli under 18: il 40% dei genitori afferma che la bufala è il formaggio a pasta filata preferito dei propri figli (contro il 37% di quella vaccina, 8% della stracciatella e 6% della burrata). Un gradimento crescente per la Bufala Dop, tanto che ben l’84% dei consumatori nazionali continuerebbe ad acquistare bufala campana dop anche se costasse di più e addirittura il 35% continuerebbe a comprarla anche se il prezzo aumentasse di 1 euro per ogni confezione da 200/250g. I motivi del successo? Il prodotto Dop rispetto al non Dop è percepito come di maggiore qualità (dal 73% dei consumatori), più sicuro e controllato (66%), più buono (62%), capace di tutelare il benessere animale (43%). La ricerca indica le strade da percorrere: più export, promozione mirata ai giovani, sostenibilità. «Abbiamo un tessuto di Pmi fragili – dice il presidente di Unioncamere, Andrea Prete – la sostenibilità è un costo ma è anche opportunità. Unioncamere affianca le pmi nelle transizioni ambientale e digitale»

Maggiori approfondimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/la-francia-primo-mercato-mozzarella-bufala-dop-AGo8Zcd

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