I ricercatori sono come le rondini, che restano o tornano se ci sono solide infrastrutture di ricerca. È questo il concetto espresso dalla ministra dell’ università, Anna Maria Bernini, durante la partecipazione al Festival dell’Economia di Trento. Parlando dell’ internazionalizzazione della formazione e della ricerca, la ministra ha evidenziato l’importanza di attrarre talenti e investimenti nel settore.
Un passo avanti in questa direzione è rappresentato dal supercalcolatore Leonardo, recentemente attivato a Bologna, che potrebbe trarre vantaggio dal nuovo accordo sul quantum computing stabilito a Bruxelles. Allo stesso modo, il progetto dell’ Einstein Telescope, un rilevatore di onde gravitazionali che potrebbe sorgere nella miniera dismessa di Lula, in Sardegna, potrebbe avere successo con un forte sostegno a livello europeo.
Fondamentali per il futuro sono i finanziamenti, in primis quelli del Pnrr che prevede 11 miliardi da investire entro il 2026 nell’ambito universitario e della ricerca. Tuttavia, la ministra sottolinea l’importanza di guardare oltre il presente e inizia a progettare il periodo successivo. Un appello è rivolto al governo e ai rettori affinché tengano conto anche di altri finanziamenti europei disponibili.
Tra le questioni attuali, Bernini affronta le proteste degli studenti e la controversia sull’imam all’ università di Torino, ribadendo l’importanza di preservare la natura laica delle istituzioni accademiche. Inoltre, si fa riferimento ai prossimi test di medicina, con la ministra che rivela il numero magico dei posti a disposizione per i candidati: “20.867 posti provvisori”.

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