È durata solo 24 ore l’ipotesi di reintrodurre il redditometro come strumento nella lotta all’ evasione fiscale. Dopo una giornata di polemiche e critiche indirizzate al viceministro dell’Economia, ecco che a fine serata arriva la sospensione del tanto discusso decreto ministeriale che avrebbe potuto creare problemi per il centrodestra a due settimane dalle elezioni europee.
La decisione di sospendere il redditometro è stata presa dopo le prese di posizione della premier Meloni e le richieste di Forza Italia e della Lega di evitare un ritorno a un fisco invadente nella vita dei cittadini. Il vicepremier Salvini ha definito l’ipotesi di reintrodurre il redditometro come un errore superato, sottolineando che la ricchezza e il benessere non devono essere trattati come male da parte dello Stato.
Oltre alle posizioni della Lega e di Forza Italia, c’è stata la sollecitazione di Antonio Tajani e Maurizio Gasparri per bloccare il decreto. Gasparri ha sottolineato che il centrodestra ha recuperato 25 miliardi dall’evasione senza il redditometro, quindi è stato archiviato. Renzi ha ribadito che il governo attuale non ha ancora abbassato le tasse come avrebbe promesso.
Le critiche sono arrivate anche da Pier Luigi Bersani e Carlo Rienzi rispetto all’efficacia del redditometro contro l’ evasione fiscale. La sospensione del decreto è stata ben accolta da Carlo Calenda, leader di Azione, che ritiene importante che ogni euro recuperato venga utilizzato per ridurre le tasse.
La decisione di sospendere il decreto sul redditometro è stata considerata positiva dal presidente del Codacons, nella previsione di ulteriori discussioni durante il Consiglio dei ministri.

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