Una lunga lettera è stata accompagnata dall’annuncio di un passo indietro. Edoardo Garrone ha deciso ieri mattina di ritirarsi dalla corsa per la presidenza di Confindustria. Una scelta di grande responsabilità che ha pesato molto a Garrone, presa in vista del consiglio generale previsto per oggi per eleggere il successore di Carlo Bonomi. Dopo aver ottenuto i consensi e la ratifica dei tre saggi, erano arrivati al voto due candidati: Garrone ed Emanuele Orsini. Con la decisione di Garrone, resta in gara solamente Orsini, diretto verso la designazione come numero uno di Confindustria. Nel lungo scritto, Garrone, presidente di Erg e del Gruppo 24 ORE, ha spiegato le motivazioni di questa scelta. Ha sottolineato l’importanza di mettere il candidato presidenziale in condizioni di scelta libera per formare la propria squadra e struttura senza condizionamenti esterni che potrebbero renderlo debole fin dall’inizio. La sua presidenza doveva essere al servizio di Confindustria e non viceversa, come ha chiarito fin dalle prime righe della sua candidatura.
In un’intervista all’agenzia di stampa Ansa, Garrone ha affermato che una vittoria ottenuta con un consenso limitato potrebbe essere una vittoria effimera e che una presidenza debole non sarebbe in grado di affrontare le sfide in arrivo. Ha augurato buon lavoro al futuro presidente Orsini, aprendo la strada con responsabilità e pensando agli interessi collettivi più che ai singoli. Ha espresso l’importanza di rispettare i valori della rappresentanza, puntando a una Confindustria forte e indipendente nell’adempimento dei suoi ruoli.
Orsini, attuale amministratore delegato di Sistem Costruzioni e Tino Prosciutti nonché vice presidente di Confindustria per Credito Finanza e Fisco, ha delineato i principi e i valori sui quali costruire il futuro di Confindustria: lealtà, spirito di squadra, supporto alle imprese e alla crescita del paese, formazione, e indipendenza nel giornalismo con Il Sole 24 Ore.
Il camino verso la successione di Bonomi è iniziato a febbraio con la nomina dei saggi, e si avvia verso la fase conclusiva. Il destino del prossimo presidente di Confindustria si deciderà il 18 aprile in un consiglio generale e l’assemblea privata il 23 maggio eleggerà ufficialmente il nuovo presidente.

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