L’anno prossimo segnerà l’ottantesimo anniversario dalla fine della Seconda guerra mondiale, un traguardo che celebra ottant’anni di pace in Europa, tuttavia in un contesto caratterizzato da una crescente corsa agli armamenti. L’obiettivo principale è preservare la pace e garantire la sicurezza dei cittadini, ma la situazione attuale richiede un risveglio dall’inerzia per superare le divisioni, specialmente in un momento di crescente pressione da parte della Russia di Putin e di incertezza riguardo all’impegno degli Stati Uniti nell’ambito della Nato con la possibile vittoria di Donald Trump.
Per far fronte a questa complessa realtà, la Commissione europea e l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza stanno introducendo una nuova Strategia industriale per la difesa europea. Questa iniziativa, sostenuta dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, mira a potenziare la base industriale e tecnologica della difesa europea per garantire una maggiore prontezza di reazione, considerata essenziale nel contesto geopolitico attuale.
Le spese militari dei Paesi membri dell’Unione europea sono aumentate costantemente negli ultimi anni, raggiungendo un totale di 240 miliardi di euro nel 2022. Tuttavia, la maggior parte degli armamenti acquistati proviene da fornitori extraeuropei, soprattutto dagli Stati Uniti. L’Unione europea si propone di ridurre questa dipendenza esterna e potenziare la propria capacità di difesa attraverso strategiche d’investimento congiunte e una maggiore cooperazione industriale.
La proposta dell’Unione europea si basa su tre concetti chiave: investire in modo più efficiente, collaborare insieme e potenziare l’industria europea. Si mira a promuovere progetti di interesse comune per concentrare gli sforzi e i finanziamenti europei, sviluppando tecnologie native nel campo della difesa cibernetica, dei sistemi di difesa aerea e antimissile, del controllo spaziale e della protezione marittima e sottomarina.
Inoltre, si prevede un potenziamento dello Strumento europeo per gli acquisti comuni al fine di aumentare la percentuale di acquisti congiunti entro il 2030 e migliorare l’interoperabilità degli armamenti. La creazione di un nuovo quadro normativo, l’European Armament Programme, incentiverebbe gli Stati membri ad adeguarsi a standard comuni, ottenendo supporto finanziario e agevolazioni fiscali per gli acquisti collaborativi.
Al di là delle misure economiche, si propone la gradualità dello sviluppo di un Meccanismo europeo di vendite militari per europeizzare le catene di fornitura e favorire la disponibilità di equipaggiamenti europei in momenti critici. Inoltre, si prevede un maggiore coinvolgimento della Bei e la revisione di programmi come InvestEu per sostenere l’ industria della difesa.
Il percorso verso una difesa europea integrata e indipendente richiederà una forte leadership e il superamento delle resistenze nazionali. Ursula von der Leyen si impegna per questo cambiamento di paradigma, consapevole dell’importanza di porre la difesa e la sicurezza al vertice delle priorità dell’Unione europea.

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