Il Presidente ha recentemente sollevato l’allarme riguardo al rischio di una riforma pensionistica che potrebbe causare la fuga degli infermieri, mettendo a rischio il sistema sanitario nazionale. Questa fuga è attribuita anche alle generose retribuzioni offerte dall’Arabia Saudita.
L’eventuale taglio alle pensioni si aggiunge alla situazione retributiva critica degli infermieri italiani, che attualmente percepiscono stipendi tra i più bassi in confronto agli altri paesi europei. La media si attesta intorno ai 1600-1700 euro mensili, portando a una pensione di circa 1400 euro mensili. Se entrasse in vigore la riforma nella sua attuale forma, le pensioni potrebbero scendere a circa 1100 euro mensili, una cifra inaccettabile per chi ha dedicato una vita al servizio. Un’altra problematica è la mancanza di opportunità di crescita professionale per gli infermieri del SSN, che spesso vedono bloccati i loro percorsi di carriera. Questo porta molti a cercare opportunità all’estero, tra cui l’Arabia Saudita, che offre retribuzioni notevolmente più alte rispetto all’Italia.
Un quadro epidemiologico caratterizzato da una popolazione anziana sempre più bisognosa di Assistenza domiciliare e di infermieri sul territorio. L’invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento delle malattie croniche e degenerative, aumentando la richiesta di cure e assistenza. L’Italia impiega un numero inferiore di infermieri rispetto agli altri paesi europei, con un rapporto infermiere-popolazione inferiore del 25% rispetto alla media dell’UE. La figura chiave indicata per l’ Assistenza domiciliare è l’infermiere di famiglia e comunità, ma attualmente il numero risulta notevolmente al di sotto del fabbisogno. La carenza di infermieri è destinata a peggiorare nei prossimi anni, con un numero significativo di pensionamenti previsti senza un ricambio generazionale sufficiente.
Un calo del 10% nei corsi di laurea delle professioni sanitarie evidenzia un problema crescente di attrattività verso la professione infermieristica. Le basse retribuzioni, la mancanza di opportunità di carriera e il riconoscimento professionale limitato contribuiscono a scoraggiare i giovani dall’intraprendere questa carriera. È essenziale lavorare su nuovi modelli organizzativi e formativi per rendere la professione più attraente.
Recentemente si è parlato anche della Fragilità digitale, evidenziando il rischio per i Malati cronici gravi nelle aree interne. Lo sviluppo della Sanità digitale è fondamentale per garantire un’assistenza efficiente, soprattutto nelle aree remote dove l’offerta sanitaria è limitata. Servizi come il telenursing e il monitoraggio da remoto possono contribuire a colmare le lacune assistenziali e migliorare gli outcome di salute.

Maggiori approfondimenti: http://www.conquistedellavoro.it/attualit%C3%A0/infermieri-rischio-di-fuga-stipendi-bassi-e-scarse-possibilit%C3%A0-di-carriera-1.3219717

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