Il settore della previdenza è in fermento, in attesa della famosa riforma dei Quota 100 e di importanti decisioni sul fronte pensioni. La mancata approvazione del relativo decreto legge a inizio anno, comincia a preoccupare per i possibili ritardi applicativi.
In particolare, l’aumento di 5 mesi del requisito dell’età per le pensioni anticipate, calcolato sulla base dell’aspettativa di vita, è già scattato dal 1 gennaio e non è stato scongiurato. Per calibrare, il successivo decreto dovrà eventualmente ridurre di questi 5 mesi i tempi, per via dell’aumento che in principio si voleva bloccare.
Sono scadute inoltre il 31 dicembre l’Ape social e opzione donna, due misure previdenziali che dovevano essere prorogate. Queste, così come altre situazioni, dovranno essere considerate nella stesura della riforma dei “Quota 100”, che prevede la possibilità per chi ha maturato i 62 anni e i 38 di contributi entro il 31 dicembre di andare in pensione. La tardività del decreto legge sulle pensioni determina preoccupazione anche relativamente alla misura dei Quota 100, la più attesa, per via di tutte le connaturate applicazioni, in primis le circolari INPS, che richiedono determinati tempi per determinare i propri effetti. Insomma, affinché le misure sulle pensioni mantengano quanto promesso, non potranno fare a meno di rispettare i tempi adeguati e le attese di tanti italiani che da tempo sperano in una riforma previdenziale equa ed efficace.

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