Sono stati resi noti in questi giorni i dati dell’Istituto INAIL su infortuni e malattie professionali registrati nei primi 10 mesi del 2018. Le denunce di infortunio sul lavoro sono aumentate dello 0,2% rispetto all’anno precedente: in totale sono 534.605, di cui 945 con esito mortale (anche in tal caso con un aumento, stavolta del +9,4%). Sono aumentate dell’1,9% le patologie di origine professionale denunciate, arrivate a 49.760.
Dati al momento “provvisori – spiega l’INAIL in una nota – perché soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare i casi accertati positivamente sarà infatti necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2018”.
Particolarmente interessante è l’analisi territoriale, che evidenzia aumenti delle denunce di infortunio nel Nord-Ovest (+0,7%), nel Nord-Est (+1,3%) e al Sud (+0,2%) e il segno negativo nelle regioni del Centro (-1,5%) e delle Isole (-2,3%). Piuttosto alte le percentuali di aumento nella Provincia autonoma di Bolzano (+5,5%), nel Friuli Venezia Giulia (+4,3%) e nel Molise (+3,9%). In merito al parametro dell’età sono da segnalare gli incrementi per la fascia fino a 29 anni (+4,1%) e tra i 60 e i 69 anni (+5,8%). Si riducono le denunce relative alle fasce d’età 30-44 anni (-3,4%) e 45-59 anni (-0,7%).
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 945, ben 81 in più rispetto al 2017 (+9,4%), a seguito all’elevato numero di decessi avvenuti ad agosto 2018 per via di incidenti “plurimi”, registrando 37 decessi nel solo mese di agosto, a causa di eventi tragici come il crollo del ponte Morandi a Genova (15 denunce di casi mortali) e gli incidenti stradali avvenuti a Lesina e a Foggia che sono costati la vita 16 braccianti. In autunno, l’incidente all’Archivio di Stato ad Arezzo, la morte di quattro persone travolte da una frana a Isola di Capo Rizzuto, i cinque lavoratori coinvolti in due incidenti stradali nel Lazio e in Lombardia. L’analisi dei dati dei primi 10 mesi mostra dunque numeri preoccupanti, che rendono l’esigenza di sicurezza sul lavoro oggi in Italia ancora più forte.

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